Il transumanesimo e la guerra contro l'umanità
Il lato oscuro dell'intelligenza artificiale.
Liberamente tradotto dall’originale di Academy of Ideas
In un’intervista del 1964, lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke affermò:
«Gli abitanti più intelligenti di quel mondo futuro non saranno né gli uomini né le scimmie. Saranno le macchine: i lontani discendenti dei computer di oggi. Ora, i cervelli elettronici odierni sono dei veri e propri idioti. Ma questo non sarà più vero tra una generazione. Cominceranno a pensare e, alla fine, supereranno di gran lunga in intelligenza i loro creatori.»
Arthur C. Clarke, BBC Horizon 1964
Nel gennaio 2025, il presidente Donald Trump ha annunciato il Progetto Stargate, un’iniziativa congiunta da 500 miliardi di dollari volta a investire nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Masayoshi Son, amministratore delegato di SoftBank, presente all’annuncio di Trump, ha affermato che questo progetto segna «l’inizio della nostra età dell’oro». In una lettera indirizzata a Stargate da OpenAI, i creatori di ChatGPT, si legge invece che:
“Tutti noi non vediamo l’ora di continuare a costruire e sviluppare l’IA... a beneficio di tutta l’umanità. Crediamo che questo nuovo passo sia fondamentale in questo percorso e consentirà alle persone creative di capire come utilizzare l’IA per elevare l’umanità.”
Open AI, Annuncio del Progetto Stargate
Il Progetto Stargate è un chiaro segno della crescente influenza dell’intelligenza artificiale sullo spirito del tempo moderno. L’intelligenza artificiale non è più solo oggetto di speculazioni teoriche: le sue tecnologie stanno ormai plasmando il mondo in cui viviamo.
Ogni tecnologia, tuttavia, racchiude in sé il potenziale sia per il bene che per il male. Sosteniamo che, se i sogni degli appassionati di intelligenza artificiale dovessero realizzarsi, il risultato potrebbe essere l’estinzione dell’umanità o una distopia tecnologica da incubo. Sull’onda del progresso dell’IA si muove infatti l’ideologia fanatica del transumanesimo, abbracciata da molti esponenti delle alte sfere del potere aziendale, politico e scientifico. Il transumanesimo promuove l’integrazione della tecnologia nel cervello e nel corpo di tutti gli esseri umani, o come spiega Joe Allen nel suo libro Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity:
«Il transumanesimo è la grande fusione dell’umanità con la Macchina. In questa fase della storia, consiste nell’uso di smartphone da parte di miliardi di persone. In futuro, collegheremo direttamente il nostro cervello ai sistemi di intelligenza artificiale. In definitiva, il transumanesimo è un orientamento spirituale — non verso il Creatore trascendente, ma piuttosto verso la Macchina creata».
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
L’intelligenza artificiale sviluppata negli ultimi anni da aziende come OpenAI, Meta e Google rientra nella categoria dell’IA a dominio ristretto. Questi sistemi svolgono compiti specifici all’interno di ambiti predefiniti e non sono in grado di generalizzare la propria intelligenza né di trasferire autonomamente le proprie capacità a nuovi ambiti senza un addestramento supplementare. Uno dei sistemi DeepMind di Google, AlphaZero, ad esempio, è diventato un maestro in giochi come gli scacchi e il Go. I modelli linguistici di intelligenza artificiale, come ChatGPT e DeepSeek, hanno sintetizzato quantità sbalorditive di conoscenza e nel 2024 ChatGPT-4 ha ottenuto un punteggio al 99° percentile nell’esame verbale GRE e nelle Olimpiadi di Biologia degli Stati Uniti.
L’obiettivo finale degli sviluppatori di IA, tuttavia, non è quello di creare sistemi di IA ristretta più potenti, ma di generare un’intelligenza artificiale generale, o AGI (n.d.t.: Artificial General Intelligence). A differenza dell’IA ristretta, l’AGI avrebbe la capacità di operare in molti ambiti e di imparare e padroneggiare tutto ciò che gli esseri umani possono fare, e molto di più. Un’intelligenza artificiale generale sufficientemente avanzata sarebbe un sistema superintelligente le cui capacità farebbero impallidire le nostre, proprio come le nostre capacità fanno impallidire quelle di una formica. Tra le sue capacità più profonde ci sarebbe il potere di migliorarsi e replicarsi scrivendo il proprio codice. O, come scrive Joe Allen:
«Proprio come una calcolatrice automatica può surclassare qualsiasi essere umano in una gara di matematica, un’intelligenza artificiale sufficientemente avanzata supererà di gran lunga gli esseri umani in materia di calcolo, persuasione, inganno, replicazione, controllo delle macchine, acquisizione di risorse, organizzazione istituzionale, strategia militare e praticamente qualsiasi compito per cui sia stata addestrata nell’“ecosistema digitale”… Man mano che le IA diventeranno ancora più complesse e non deterministiche di quanto non lo siano già, saranno in grado di operare su Internet con maggiore autonomia. Se fosse loro permesso di migliorare il proprio codice informatico, queste IA potrebbero replicarsi e mutare come batteri in una capsula di Petri irradiata. Una volta che una di esse avesse appreso una nuova abilità, innumerevoli altre la apprenderebbero istantaneamente.”
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
L’arrivo di un’intelligenza artificiale superintelligente segnerebbe la fine della supremazia umana. Ben Goertzel, uno dei principali sviluppatori di OpenCog, il software che anima la famosissima robot Sophia, ha scritto che:
«…una cosa che sembra probabile è che, una volta che ci saranno macchine più intelligenti degli esseri umani, l’era del dominio umano sulla Terra sarà finita.»
La rivoluzione dell’AGI
O come predisse con notevole lungimiranza il romanziere inglese Samuel Butler nel 1863:
«L’uomo sarà diventato per la macchina ciò che il cavallo e il cane sono per l’uomo.»
Samuel Butler, Darwin Among the Machines, 1863
Se il mondo fosse popolato da IA superintelligenti e in grado di autoriprodursi, c’è la possibilità che questi sistemi ci vedano come una minaccia, una risorsa da sfruttare, oppure ci trattino con una pericolosa indifferenza. O come spiega Mo Gawdat:
«Per mettere le cose in prospettiva, la tua intelligenza, rispetto a quella macchina, sarà paragonabile a quella di una mosca rispetto a Einstein. A questo punto la domanda è: come si fa a convincere questo superessere che in realtà non ha alcun senso schiacciare una mosca?»
Mo Gawdat, Scary Smart: Il futuro dell’intelligenza artificiale e come puoi salvare il nostro mondo
L’idea che l’intelligenza artificiale possa portare alla fine dell’umanità non è una preoccupazione marginale espressa solo dai luddisti. Al contrario, è condivisa da una parte significativa di coloro che lavorano all’avanguardia nel campo dell’IA. Secondo lo Stanford AI Index, il 36% degli esperti di IA concorda sul fatto che «le decisioni prese dall’IA potrebbero causare una catastrofe di portata pari a quella di un conflitto nucleare». Nel 2014 Elon Musk ha affermato che: «Con l’intelligenza artificiale, stiamo evocando il demone». Nel 2023, centinaia di esperti di intelligenza artificiale hanno firmato una lettera in cui si afferma: «Mitigare il rischio di estinzione causato dall’IA dovrebbe essere una priorità globale al pari di altri rischi su scala sociale, come le pandemie e la guerra nucleare». Il vincitore del Premio Nobel e «padrino dell’IA», Geoffrey Hinton, ha espresso pubblicamente il proprio rammarico per il suo lavoro pionieristico sulle reti neurali a causa delle potenziali minacce che l’IA potrebbe rappresentare per l’umanità in futuro. O come ha osservato Hinton in un’intervista:
«Ho parlato con Elon Musk l’altro giorno, e lui pensa che avremo macchine più intelligenti di noi. E ciò che spera è che non ci annienteranno perché renderemo la vita più interessante. A me sembra una cosa piuttosto fragile su cui basare l’umanità. Ma lui pensa che sia del tutto possibile che queste macchine diventino molto più intelligenti — e che acquisiranno il controllo».
Geoffrey Hinton
Attualmente esistono almeno 45 programmi impegnati nella creazione di un’intelligenza artificiale generale. Detto questo, non si sa ancora in che misura sia possibile creare un’intelligenza artificiale generale, per non parlare di una superintelligenza artificiale. Gli scienziati hanno una comprensione limitata della coscienza e del suo rapporto con la materia, e non è chiaro se un’intelligenza di alto livello richieda la coscienza, né se sia possibile creare una macchina cosciente. Eppure, molti di coloro che sono in prima linea nello sviluppo dell’IA si comportano come se l’emergere di macchine superintelligenti fosse inevitabile e hanno formulato un piano per affrontare questa minaccia esistenziale – una minaccia che essi stessi stanno contribuendo a creare. Questo piano è il transumanesimo, che prevede la fusione di noi stessi con le macchine in modo da diventare abbastanza potenti da coesistere con l’IA superintelligente.
Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, sostiene che per evitare una situazione di contrapposizione “noi contro loro” con l’IA, sarebbe necessaria “una qualche forma di fusione, almeno per alcuni di noi”. Elon Musk ha invece affermato: “Se avessimo una superintelligenza digitale molto più intelligente di qualsiasi essere umano… a livello di specie, come potremmo mitigare quel rischio?… E poi, anche in uno scenario benigno, in cui l’IA è molto benevola, come potremmo anche solo stare al gioco?” La soluzione di Musk, su cui sta attualmente lavorando con la sua azienda Neuralink, consiste nell’aumentare le capacità umane con quella che lui chiama un’“interfaccia elettrodo-neurone a livello micro” — “un chip e un mucchio di fili minuscoli” che saranno “impiantati nel cranio”. O come ha affermato Musk nel 2018:
“L’aspirazione a lungo termine con Neuralink sarebbe quella di raggiungere una simbiosi con l’intelligenza artificiale… Credo che questo sia possibile… Probabilmente ci vorrà un decennio.”
Elon Musk
Riguardo a questo piano transumanista, Joe Allen scrive:
«Gli esseri umani saranno costretti — per una questione di sopravvivenza — a fondersi con le macchine superintelligenti che hanno creato. (O meglio… le masse saranno costrette a fondersi con macchine create da una manciata di inventori e controllate da élite a loro volta possedute da intelligenze digitali.)»
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
Mentre l’IA viene utilizzata come pretesto per imporre il transumanesimo alle masse, l’idea di usare la scienza e la tecnologia per potenziare le capacità umane si è annidata nell’ombra della civiltà occidentale per secoli. Tuttavia, è stato solo nel XX secolo che è diventato evidente che il transumanesimo sarebbe presto diventato una possibilità tangibile. Julian Huxley, fratello di Aldous Huxley, rese popolare il termine transumanesimo a metà del XX secolo e predisse che nel prossimo futuro gli esseri umani avrebbero fuso la loro biologia con la tecnologia per potenziare le loro capacità, aumentare la longevità, prendere il controllo della loro evoluzione e diventare così Dei. O come scrisse Huxley nel 1957:
«La specie umana può, se lo desidera, trascendere se stessa — non solo sporadicamente, un individuo qui in un modo, un altro là in un altro, ma nella sua totalità, come umanità. Abbiamo bisogno di un nome per questa nuova convinzione. Forse il termine «transumanesimo» potrà servire: l’uomo che rimane uomo, ma che trascende se stesso, realizzando le nuove possibilità della e per la sua natura umana. «Credo nel transumanesimo»: una volta che ci saranno abbastanza persone in grado di dirlo sinceramente, la specie umana si troverà alle soglie di un nuovo tipo di esistenza…»
Julian Huxley, Transumanesimo
Klaus Schwab, fondatore e presidente del Forum economico mondiale, è uno dei tanti esponenti dell’élite globale che credono nel transumanesimo. Nel suo libro “La quarta rivoluzione industriale”, Schwab ha spiegato che ci troviamo nelle fasi iniziali della prossima grande rivoluzione civile – una rivoluzione transumanista – che, secondo le sue parole, comporta «la convergenza dei mondi fisico, digitale e biologico» e «la fusione delle nostre identità fisiche, digitali e biologiche». Yuval Noah Harari, autore di best seller e relatore abituale ai vertici mondiali a cui partecipano i politici, gli imprenditori e gli scienziati più potenti del mondo, ha scritto che:
«Il tecno-umanesimo concorda sul fatto che l’Homo sapiens come lo conosciamo abbia esaurito il suo corso storico e non sarà più rilevante in futuro, ma conclude che dovremmo quindi utilizzare la tecnologia per creare l’Homo deus [Uomo-Dio] – un modello di gran lunga superiore. L’Homo deus manterrà alcune caratteristiche umane essenziali, ma godrà anche di capacità fisiche e mentali potenziate che gli consentiranno di reggere il confronto anche con gli algoritmi non coscienti più sofisticati».
Yuval Noah Harari, Homo Deus
Uno dei sostenitori più convinti del transumanesimo è Ray Kurzweil, direttore della ricerca e sviluppo presso Google. Kurzweil ha previsto che entro il 2045 l’umanità raggiungerà quella che lui definisce la Singolarità: un punto di svolta in cui la tecnologia sarà così avanzata, e gli esseri umani così integrati con essa, da far emergere un’era “post-umana” che segnerà la fine dell’umanità biologica così come la conosciamo. Sebbene la tempistica di Kurzweil possa essere errata, come osserva Joe Allen:
«Ciò che conta di più è la sua visione d’insieme dell’evoluzione tecnologica. Proiettando le tendenze attuali nel futuro, Kurzweil delinea un mito per il nostro futuro.»
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
Oppure, come ha scritto Kurzweil nel suo libro The Singularity is Near: When Humans Transcend Biology:
«La Singolarità rappresenterà il culmine del nostro pensiero biologico e della nostra esistenza con la nostra tecnologia, dando vita a un mondo che è ancora umano ma che trascende le nostre radici biologiche. Dopo la Singolarità, non ci sarà alcuna distinzione tra uomo e macchina o tra realtà effettiva e realtà virtuale…»
Ray Kurzweil, The Singularity is Near
Nel suo libro “Dark Aeon”, Joe Allen riferisce che alcuni ex dipendenti di Google hanno affermato che «l’intera azienda è ossessionata dal sogno della Singolarità». L’ex dipendente di Google Adrian Tola definisce il sogno transumanista della Singolarità una «teocrazia cyborg». Secondo Elon Musk, il cofondatore di Google Larry Page gli avrebbe detto che il suo obiettivo finale è quello di creare «una sorta di dio digitale». Nel 2021, l’ex dirigente di Google Mo Gawdat ha dichiarato inequivocabilmente che «la realtà è che… stiamo creando Dio».
Questo fanatismo religioso non si limita a chi lavora in Google. Infatti, una parte significativa di chi occupa i vertici del potere scientifico, aziendale e politico – così come molti tra il grande pubblico – è diventata vera e propria credente nel transumanesimo, che ormai equivale a una vera e propria religione.
«…si sta delineando una vera e propria ortodossia. Il suo mito è la scienza. Il suo ethos è il calcolo. Il suo principio salvifico è la tecnologia… Sebbene si tratti ancora di una religione eterodossa, agitata da dispute interne, si intravedono i primi segni di un credo emergente. Soprattutto, i transumanisti esaltano la tecnologia come il potere supremo… Per l’inventore dagli occhi pieni di meraviglia, quelle macchine saranno la realizzazione di Dio.»
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
Uno dei modi in cui i veri credenti nel transumanesimo stanno cercando di convertire le masse è facendo appello alla compassione. Secondo alcuni transumanisti, fondendo l’uomo con la macchina, i ciechi potranno vedere e gli zoppi camminare. Aziende come Neuralink di Elon Musk e Synchron, fortemente finanziata da Jeff Bezos e Bill Gates, hanno sviluppato interfacce cervello-computer che vengono impiantate nella testa di individui paralizzati in modo che possano digitare testi o azionare un braccio robotico usando solo i loro pensieri. E come scrive Joe Allen:
«Chiaramente, c’è l’ovvio vantaggio di impiantare un’interfaccia cervello-computer (BCI) in un paziente in stato vegetativo pienamente cosciente ma incapace di comunicare, consentendogli di parlare nuovamente con i propri cari. Il problema è che l’interfaccia cervello-computer non si fermerà alla cura… in linea con un principio fondamentale del transumanesimo — “dalla cura al potenziamento” — sia Elon Musk (Neuralink) che Tom Oxley (Synchron) hanno chiarito che il loro obiettivo finale è potenziare gli esseri umani normali… Per molti tecno-ottimisti, il progresso “inevitabile” culmina in un impianto digitale in ogni cervello — o almeno, in ogni cervello che conta. ”
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
Per coloro che pensano che solo una minuscola minoranza di fanatici appassionati di tecnologia accetterebbe un dispositivo impiantato nel proprio cervello, secondo uno studio Pew del 2022 su “IA e potenziamento umano”, il 20% delle persone ha dichiarato che prenderebbe in considerazione “impianti di chip informatici nel cervello [del proprio bambino] per un’elaborazione molto più rapida e accurata”.
Ma le interfacce cervello-computer sono solo la punta dell’iceberg delle tecnologie transumaniste in fase di sviluppo. Secondo Tal Zaks, direttore medico di Moderna, la tecnologia a mRNA sta aiutando gli scienziati a «hackerare il software della vita». Secondo un articolo pubblicato su MIT Technology Review, è in arrivo il “gene editing per le masse” tramite “vaccinazioni genetiche”, che “altererebbero il DNA di una persona per conferirle un’immunità permanente a un’ampia gamma di malattie”. L’azienda Daré Bioscience ha sviluppato un microchip contraccettivo che viene impiantato sotto la pelle per rilasciare ormoni nel flusso sanguigno. Attualmente stanno completando gli studi clinici per ottenere l’approvazione della FDA. Un’altra tecnologia transumanista in fase di sviluppo è quella dei biosensori impiantabili, commercializzati come strumenti per monitorare l’attività cerebrale e i marcatori di salute personali. Nel 2020, ad esempio, Microsoft ha depositato un brevetto per biosensori che “monitorerebbero il comportamento di un soggetto, inclusi i movimenti oculari, le onde cerebrali, i fluidi corporei e l’attenzione”. Ray Kurzweil ritiene che in futuro sciami di nanobot nuoteranno nel flusso sanguigno per monitorare la salute, oltre che per «somministrare farmaci, riparare tessuti danneggiati o ridurre i tumori a nulla. I nanobot si collegheranno al cloud digitale, leggeranno e scriveranno i vostri pensieri e fonderanno la vostra mente con un’intelligenza artificiale sovrumana» (Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity). E come osserva Joe Allen:
«La transizione transumana sta accelerando, eppure rimane ai margini della consapevolezza pubblica. Le prime ondate di prodotti transumani si stanno già integrando nelle nostre istituzioni e nelle nostre vite personali a una velocità incredibile. La maggior parte di essi suscita preoccupazioni moderate e spesso presenta dei difetti, ma sono comunque una realtà. Alcuni si riveleranno rivoluzionari.»
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
Man mano che i governi e le aziende migliorano la loro capacità di giocare a fare Dio, armeggiando con la biologia umana e fondendo l’uomo con la tecnologia, il loro potere raggiungerà livelli che i tiranni del passato non avrebbero nemmeno potuto sognare. “Chi padroneggia quelle tecnologie, in qualche modo sarà il padrone del mondo”, ha affermato Klaus Schwab al World Government Summit del 2023 a Dubai. O come ha acutamente osservato il grande scrittore britannico del XX secolo C.S. Lewis nel suo libro The Abolition of Man:
«La conquista della Natura da parte dell’uomo, se i sogni di alcuni pianificatori scientifici dovessero realizzarsi, significherebbe il dominio di poche centinaia di uomini su miliardi e miliardi di uomini. Non c’è né può esserci alcun semplice aumento di potere da parte dell’uomo. Ogni nuovo potere conquistato dall’uomo è anche un potere sull’uomo stesso. Ogni progresso lo rende più debole oltre che più forte. In ogni vittoria, oltre ad essere il generale che trionfa, egli è anche il prigioniero che segue il carro trionfale… Perché il potere dell’uomo di diventare ciò che vuole significa… il potere di alcuni uomini di rendere gli altri ciò che vogliono.”
C.S. Lewis, L’abolizione dell’uomo
Per dimostrare il potere che le tecnologie transumaniste metterebbero nelle mani dei governi e delle corporazioni, immaginiamo un paio di possibili modi in cui il transumanesimo potrebbe portare alla distopia.
Già oggi la sorveglianza di massa è un problema grave. Quasi tutti portano con sé uno smartphone ovunque vadano, e la loro posizione e la loro attività online vengono trasmesse ai centri dati per essere archiviate. In futuro, tuttavia, se le masse integrassero queste tecnologie nella propria mente e nel proprio corpo, verrebbe a esistere una rete di sorveglianza avanzata che equivarrebbe a una prigione tecnologica invisibile. I sistemi di IA ristretta potrebbero tracciare e segnalare in tempo reale i movimenti, i comportamenti, gli acquisti e l’attività online di miliardi di persone, mentre le interfacce cervello-computer potrebbero monitorare i pensieri degli individui e trasmetterli a sistemi di IA addestrati a rilevare i crimini di pensiero. Alcuni dei transumanisti più fanatici chiedono apertamente la creazione di una prigione tecnologica a cielo aperto. Oggi i container sono spesso dotati di tag RFID che consentono alle aziende di tracciarne la posizione mentre si muovono lungo la catena di approvvigionamento e, secondo Klaus Schwab: “Nel prossimo futuro, sistemi di monitoraggio simili saranno applicati anche al movimento e al tracciamento degli esseri umani”. E come scrive Yuval Noah Harari:
«Se non stiamo attenti, il risultato potrebbe essere uno Stato di polizia orwelliano che monitora e controlla costantemente non solo tutte le nostre azioni, ma anche ciò che accade all’interno dei nostri corpi e dei nostri cervelli».
Yuval Noah Harari, Homo Deus
Un’altra possibilità distopica è che i governi e le grandi aziende ricorrano a un mix di coercizione e incentivi per rendere l’integrazione tecnologica un prerequisito per la piena partecipazione alla società. Abbiamo intravisto questo potenziale futuro durante la pandemia, quando l’accesso a determinati spazi pubblici è stato limitato a coloro che avevano ricevuto un’iniezione di tecnologia a mRNA. Se la storia recente è indicativa, in un mondo transumanista i “post-umani” che si fondono con la tecnologia godrebbero di maggiori libertà sociali e privilegi, mentre gli “umani tradizionali” — coloro che scelgono di rimanere inalterati — sarebbero emarginati e oppressi. Il CEO di OpenAI, Sam Altman, ad esempio, ha dichiarato: «Sospetto che, anche se pensiamo che la fusione [con le macchine] sia una cosa positiva… ci saranno molte persone che non la vorranno». Altman suggerisce che tali persone dovrebbero essere relegate in «una zona di esclusione, dove, se si vuole vivere [senza integrarsi con le macchine], lo si fa». E come commenta Joe Allen:
«Ciò per cui non siamo preparati è come controllare queste tecnologie, in quanto semplici cittadini, o come rifiutarle. Qualsiasi senso di controllo sulle tecnologie messe in campo da aziende predatrici o governi oppressivi è un’illusione accuratamente costruita. E una volta che una tecnologia diventa necessaria per partecipare alla vita sociale, il rifiuto non è più un’opzione. Stiamo venendo spinti in una gabbia digitale… Il vero conflitto non è tra macchine e esseri umani. Non proprio. È tra coloro che dicono sì a una fusione uomo-macchina e coloro che dicono no… Gli esseri umani tradizionali… potrebbero godersi la propria “zona di esclusione” al di fuori della spinta della storia.”
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
A rendere la situazione ancora più distopica, qualsiasi tentativo da parte degli esseri umani tradizionali di liberarsi dall’oppressione potrebbe essere facilmente represso con armi avanzate basate sull’intelligenza artificiale e forze di polizia e militari potenziate tecnologicamente. Brian Pierce, direttore dell’Information Innovation Office presso la DARPA, ovvero la Defense Advanced Research Projects Agency, ha affermato che l’agenzia è estremamente entusiasta di una “vera simbiosi tra l’Homo sapiens e l’emergente Machina sapiens”. Mentre un white paper del 2021 del Ministero della Difesa britannico affermava:
«…il fulcro del vantaggio militare futuro risiederà nell’efficace integrazione di esseri umani, intelligenza artificiale e robotica nei sistemi di combattimento — squadre uomo-macchina — che sfruttano le capacità delle persone e delle tecnologie per superare i nostri avversari.»
Ministero della Difesa del Regno Unito, 2021
E come commenta Joe Allen:
«Non si tratta di fantascienza, né di una teoria del complotto. Non più. L’unico complotto che vedo, diffuso tra centinaia di organizzazioni in competizione e talvolta colluse tra loro, è l’insistenza nel trasformare la fantascienza in realtà.»
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
Sebbene la religione transumanista sia viva e vegeta, e la sua agenda sia finanziata con centinaia di miliardi di dollari, non sappiamo fino a che punto gli esperimenti che fondono l’uomo con la tecnologia si ritorceranno contro di noi o falliranno. La tecnologia ha dei limiti, la biologia umana presenta complessità inesplorate e molte delle più grandi ambizioni transumaniste potrebbero rivelarsi deliranti. O, come afferma Joe Allen:
«Per quanto riguarda la piena realizzazione di qualsiasi sogno transumano… sono più agnostico che vero credente. I tecnici fanno ogni sorta di promesse vuote. Vivono di proiezioni di poteri mistici. Ciononostante, ignoriamo la loro rivoluzione tecno-culturale a nostro rischio e pericolo. Se mille colpi vanno a vuoto, l’unico colpo a segno sarà l’unica cosa che conterà.»
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
L’analogia dei colpi sparati è calzante, poiché la rivoluzione tecno-culturale che i transumanisti stanno cercando di portare a compimento è, in sostanza, una guerra spirituale occulta. Se c’è qualche speranza di vincere questa guerra spirituale, molti di noi devono essere consapevoli dell’agenda transumanista che individui su entrambi i lati dello spettro politico stanno promuovendo e comprendere l’immensa posta in gioco. Infatti, non è un’esagerazione affermare che ci troviamo a un punto di svolta della civiltà, a un bivio, o come conclude Allen:
«Il mio intento non è quello di spingervi a distruggere le macchine come dei pazzi per poi scappare a mangiare grilli in una caverna. Anche se, in effetti, alcune macchine andrebbero rottamate del tutto, e se questa è la strada che siete destinati a percorrere, iniziate dal vostro smartphone… In fondo, si tratta di una guerra spirituale. Gli attacchi fisici non colpiscono il vero nemico, che si annida nell’anima… l’elemento più insidioso non è la macchina in sé. È il sistema di credenze tecno-religioso che permea ogni dispositivo… I nemici dell’umanità stanno conducendo una guerra segreta contro la nostra stessa natura. Eppure la maggior parte delle persone si accontenta di continuare a scrollare verso la prossima scarica di dopamina.”
Joe Allen, Dark Aeon: Transhumanism and the War against Humanity
APPROFONDIMENTI
Materiale di alta qualità informativa sulle potenzialità ed i pericoli derivanti da una IA Generale (AGI) è disponibile (in lingua inglese sottotitolata) nei seguenti episodi del podcast di Lex Fridman:
Roman Yampolskiy: Dangers of Superintelligent AI
Eliezer Yudkowsky: Dangers of AI and the End of Human Civilization
Neil Gershenfeld: Self-Replicating Robots and the Future of Fabrication
Dario Amodei: Anthropic CEO on Claude, AGI & the Future of AI & Humanity
Altro Materiale correlato (in lingua inglese sottotitolata)
Sam Harris: Can we build AI without losing control over it?
TED Talk, Giugno 2016, Banff - Alberta



Patrizia, hai messo il dito sul punto che l’articolo gira intorno per pagine. Non sono le macchine a volere il controllo: sono gli umani che le costruiscono, e l’avidità non ha bisogno della superintelligenza per fare danni. Tutta la cornice sull’AGI cosciente che ci schiaccerà come mosche poggia su qualcosa che non esiste e di cui non sappiamo nemmeno se sia possibile. Intanto la sorveglianza, l’estrazione di dati e la dipendenza sono già qui, prodotte da algoritmi banali e da modelli di business molto terreni. Non serve Neuralink: basta lo smartphone e un contratto pubblicitario. Spostare tutto sul transumanesimo cosmico rischia solo di nascondere ciò che è già in funzione adesso.
Visto che ho apprezzato molto questo articolo ti metto qui un testo, "Non mi piace", del leggendario poeta Vladimir Vystozkij, Dentro, a mio avviso, c'è tutto quello che rende l'uomo un Uomo.
Non mi piace
Di Vladimir Visozskij
Non mi piace un esito fatale,
Non mi stanco mai della Vita.
Non mi piace nessuna stagione,
in cui non si possono cantare canzoni allegre.
Non mi piace il freddo cinismo,
Io credo nell'entusiasmo. E un'altra cosa che non mi piace:
quando un estraneo cerca di leggere le mie lettere,
Sbirciando da dietro le mie spalle.
Non mi piacciono le cose a metà
O quando la conversazione viene interrotta.
Non mi piace quando si spara alla schiena.
Sono anche contrario allo sparare a bruciapelo.
Io odio il pettegolezzo presentato come “versioni”,
Odio i vermi dei dubbi, e anche l'ago della dipendenza dalla gloria.
Non mi piace il movimento continuo contropelo,
E non mi piace quando il ferro viene fatto strusciare contro il vetro.
Non mi piace un autocompiacimento strafottente,
Piuttosto è preferibile la situazione in cui i freni non ubbidiscono più ai comandi.
Mi dispiace che la parola “onore” sia stata dimenticata,
E che le denunce anonime siano all'ordine del giorno.
Quando vedo le ali rotte
Non sento la pietà, e non senza motivo.
Non mi piace né la violenza né l'impotenza,
Ma Cristo crocefisso è una pena struggente.
Non piaccio a me stesso quando ho paura,
Mi dà fastidio quando se la prendono con gli innocenti.
Non mi piace quando cercano di entrarmi nell'anima
E ancora meno quando ci sputano dentro.
Non mi piacciono gli stadi e le arene per le esibizioni pubbliche,
Quei posti in cui un milione viene scambiato in tante monetine che valgono pochissimo.
E anche se mi promuovono delle grandi innovazioni e riforme lungo la strada,
Non mi piaceranno mai.